L’Unione Induista Italiana, sanatana dharma samgha, è una Confessione religiosa sorta per la tutela, la coordinazione, lo studio, la pratica dell’induismo (sanatana dharma). E’ ispirata a veri principi di fratellanza, pace, tolleranza, armonia secondo i dettami delle religione induista.
Pur operando da anni, si è costituita formalmente nel 1996 ed è cresciuta grazie alla condivisione di grandi ideali e all’aspirazione di vivere coerentemente scelte religiose e spirituali.
E’ stata fondata da Yogasri Svami Yogananda Giri che appartiene a uno dei dieci ordini tradizionali monastici indù, l’ordine dei Giri.
L’Associazione ha carattere ecclesiastico e fine di religione e di culto ai sensi dell’art.8 e 19 della Costituzione Italiana.
All’interno dell’Unione Induista Italiana vi è un Concilio religioso costituito da monaci, svami, pandit o personalità religiose. Il suo compito è deliberare, organizzare, attuare le modalità delle osservanze del culto, delle celebrazioni e delle festività religiose praticate dai membri dell’Unione Induista Italiana.
Esistono in Italia numerose sedi dell’Unione induista italiana, ma quella di riferimento è il monastero Svami Gitananda Ashram, sede religiosa dell’Unione Induista Italiana, che si trova in Liguria ad Altare (Savona).
Qui sorge il tempio ufficiale dell’Unione Induista Italiana, un tempio tradizionale indù dedicato alla Madre Divina, Maha Lalita Tripurasundari, l’unico tempio indù in Italia.
L’Unione Induista Italiana ha costituito, insieme ad altre realtà induiste presenti in paesi europei, l’“Hindu Forum of Europe”, presentato ufficialmente nel giugno 2007 al Parlamento Europeo di Bruxelles. E’ il primo organismo indù pan-europeo con il compito specifico di agire da intermediario con il Parlamento Europeo ed altre istituzioni della Comunità Europea.
In Italia gli induisti sono più di 100.000, tra italiani ed immigrati da India, Sri Lanka, Mauritius ecc.
Gli scopi fondamentali dell’Unione Induista Italiana sono:
- la difesa dei diritti religiosi e l'uguaglianza di tutte le religioni, sostenendo anche un reale dialogo interreligioso;
- la partecipazione alla vita sociale e l'impegno di solidarietà verso i più deboli;
- l’assistenza religiosa ai malati negli ospedali e ai detenuti;
- l'educazione al pluralismo religioso nelle scuole per rispondere ai bisogni di una società multi-etnica e multi-religiosa e per favorire nei giovani il rispetto e l’apertura verso gli altri.
L’Intesa con lo Stato consentirà una maggior tutela dei praticanti induisti sia italiani sia immigrati, garantendo loro il diritto di professare la propria fede e di operare più efficacemente su tutto il territorio italiano. Consentirà inoltre di predisporre luoghi di culto dislocati in più città italiane.
Rapporti con lo Stato
L’Unione Induista Italiana è stata riconosciuta come Confessione religiosa con Decreto del Presidente della Repubblica del 29 dicembre 2000.
Nel 2003, i ministri di culto dell’Unione Induista Italiana sono stati ufficialmente riconosciuti dal Ministero degli Interni.
Una prima firma dell’Intesa tra l’Unione induista Italiana e lo Stato siglata dal dott. Gianni Letta, allora Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha avuto luogo il 28 giugno 2004.
Il testo dell’Intesa è stato riesaminato dal successivo governo e il 4 aprile 2007 è avvenuta la firma dell’Intesa tra l’Unione Induista Italiana – rappresentata dal suo presidente, avv. Franco Di Maria Jayendranatha – e la Repubblica Italiana, in persona del Presidente del Consiglio on. Romano Prodi.
Principi fondamentali
Sanatana Dharma non è una religione rivelata ma, secondo la stessa definizione del termine, è eterna.
L’induismo è una religione monoteista, crede in un unico Dio che si esprime in infiniti modi e forme, affinché ogni essere umano possa trovare la strada per realizzarlo. Dicono le sacre scritture: “Dio è Uno, ma i saggi lo chiamano con molti nomi”.
L’induismo è un insieme di culti, credi e tradizioni religiose.
“Uniti nella diversità”, potremmo dire: l’induismo è infatti una religione estremamente liberale, tollerante e universale. Composta da una miriade di fedi, culture e filosofie, unisce milioni di persone nel mondo attorno a grandi principi di base, rispettando le reciproche diversità e valorizzando la particolarità di ogni individuo.
Qualunque forma di proselitismo è contraria ai principi della religione stessa.
Le scritture sacre fondamentali dell’ induismo sono un corpo di testi chiamati Veda (sacra conoscenza) che costituiscono la Sruti, ossia “Ciò che è ascoltato", e sono ritenuti l’Autorità. Vi è poi un’immensa letteratura religiosa e spirituale e testi legati alle diversi correnti e tradizioni, trattati normativi, codici di leggi indù, Shastra, che costituiscono la Smriti, ossia “Ciò che è ricordato”.


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