Principi Religiosi dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia (che sono comuni all’intera Ortodossia)
La formulazione del dogma cristiano venne definita attraverso i grandi Concili Ecumenici (I – VII, 325 – 787 d. C.) della Chiesa indivisa, nei quali tutti i centri della cristianità furono rappresentati e parteciparono alle deliberazioni. L’Ortodossia, attenendosi all’insegnamento di tali Concili Ecumenici, ritiene che le verità eterne della Rivelazione salvatrice di Dio in Gesù Cristo siano conservate nella Tradizione vivente della Chiesa sotto la guida e l’ispirazione dello Spirito Santo. Le Sante Scritture sono nel cuore della Tradizione, e costituiscono la pietra angolare della fede. Mentre la Bibbia è testimonianza scritta della Rivelazione di Dio, la Santa Tradizione è l’esperienza viva della Chiesa sotto la guida costante e la direzione dello Spirito Santo.
Insegnamenti in particolare
- Rivelazione
Per l’Ortodossia Dio è la sorgente della fede. Dio si è rivelato a noi, nella persona di Gesù Cristo, il Suo Figlio. Questa rivelazione di Dio, il Suo amore ed il Suo proposito sono costantemente resi manifesti ed attuali nella vita della Chiesa con la potenza dello Spirito Santo. La fede ortodossa non prende l’avvio da speculazioni religiose, né dalle cosiddette prove dell’esistenza di Dio, né da una ricerca umana del divino. L’origine della fede cristiana ortodossa è l’auto-manifestazione di Dio. Sebbene Dio, nella Sua assenza, sia per noi sconosciuto ed inaccessibile, Egli si è manifestato e si manifesta continuamente a noi; e la Chiesa lo sperimenta come Padre, Figlio e Spirito Santo. La dottrina della Santa Trinità, centrale per la fede ortodossa, non è il risultato di speculazioni, ma la straripante esperienza di Dio. Vi è un solo Dio in tre persone distinte. L’incontro con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo è un’esperienza di contatto reale con Dio. L’Ortodossia crede che, pur essendo la Santa Trinità un mistero che supera la ragione umana, sia veramente possibile al credente partecipare alla Trinità attraverso la Chiesa, soprattutto per mezzo della celebrazione dell’Eucaristia, degli altri sacramenti e funzioni sacre. - Incarnazione di Gesù Cristo
Insieme al mistero della Santa Trinità, il mistero dell’Incarnazione occupa un posto centrale nella fede e nell’insegnamento della Chiesa Ortodossa. Gesù Cristo lungi da essere un semplice pio uomo o un grande maestro di morale, è il “Figlio di Dio fatto uomo” per salvare gli uomini. In Lui la divinità si è unita all’umanità senza che una delle due realtà, divina o umana, si annulli. Gesù Cristo è veramente Dio e partecipa della medesima realtà del Padre e dello Spirito Santo. Nel contempo, Egli è realmente uomo e partecipa con noi a tutto ciò che è umano. La Chiesa crede che Gesù Cristo, unico Dio-Uomo, abbia ristabilito l’umanità nella comunione con Dio, manifestando la Santa Trinità, insegnando il significato dell’autentica vita umana, e sconfiggendo i poteri del male e della morte attraverso la Sua resurrezione. Cristo è la suprema espressione dell’amore di Dio Padre per il Suo popolo, reso presente in ogni tempo ed in ogni luogo dallo Spirito Santo. - Scritture
Le Sacre Scritture sono altamente considerate dalla Chiesa Ortodossa. La loro importanza è espressa dal fatto che passi della Bibbia vengono letti in ogni funzione liturgica. La Chiesa Ortodossa che si considera fedele custode e verace interprete delle Scritture, ritiene che i libri della Bibbia siano una preziosissima testimonianza della Rivelazione di Dio. Il Vecchio Testamento è considerato una preparazione alla venuta di Cristo e deve essere letto alla luce della Sua Rivelazione. Il Nuovo Testamento, specialmente i Vangeli, è importantissimo per l’Ortodossia in quanto testimonianza scritta della compiuta Rivelazione di Dio nell’Incarnazione del Figlio di Dio, nella Persona di Gesù Cristo. - Tradizione
Benché la Bibbia sia custodita come una preziosa registrazione scritta della Rivelazione di Dio, non contiene interamente tale Rivelazione. La Bibbia è considerata un’espressione solo della Rivelazione di Dio nella vita del Suo popolo. La Scrittura è parte del tesoro della fede conosciuto come Tradizione. Tradizione indica ciò che è trasmesso da una generazione all’altra. Oltre alla testimonianza della fede nella Scrittura, la fede Cristiana Ortodossa è celebrata nell’Eucaristia, insegnata dai Padri, glorificata dai Santi, espressa in preghiere, inni ed icone; difesa dai sette Concili Ecumenici; incorporata nel Credo di Nicea-Costantinopoli; manifestata nella sollecitudine sociale e, con la potenza dello Spirito Santo, è vissuta in ogni parrocchia ortodossa locale. La vita della Santa Trinità è manifestata in ogni aspetto della vita della Chiesa. Infine, la Chiesa è, nel suo insieme, custode dell’autentica fede Cristiana che rende testimonianza a quella Rivelazione. - Concili e Credo
Come l’Ortodossia evita ogni tendenza a limitare la visione della Rivelazione di Dio ad un solo aspetto della sua vita, così evita anche la definizione sistematica o estensiva della fede. L’Ortodossia afferma che la fede Cristiana esprime e mira al misterioso rapporto di grazia tra Dio e l’umanità. Dio divenne uomo nella persona di Gesù Cristo non per istituire una nuova filosofia o un nuovo codice di comportamento, ma anzitutto per donarci una nuova vita nella Santa Trinità. Questa realtà, evidente nella Chiesa, non può essere compresa dalla regione umana, né espressa dal linguaggio, da formule o definizioni. Il contenuto della fede non è opposto alla regione, ma spesso va oltre i limiti della ragione, come molte importanti realtà della vita. L’Ortodossia riconosce la suprema maestà di Dio, come pure le limitazioni della mente umana. Quindi la Chiesa accetta l’elemento del mistero nel suo approccio a Dio.
Solo quando le verità fondamentali della fede sono seriamente minacciate da falsi insegnamenti, la Chiesa agisce per definire dogmaticamente un articolo di fede. Per questa ragione le decisioni dei sette Concili Ecumenici della Chiesa (convocati dal 325 al 787) sono normative. I Concili Ecumenici furono sinodi nei quali i vescovi di tutto il mondo cristiano si radunarono per definire la vera fede. Essi non creano nuove dottrine, ma proclamando, in un luogo e tempo particolare, ciò che la Chiesa ha sempre creduto ed insegnato. Il Credo di Nicea-Costantinopoli, formulato nei Concili di Nicea (325) e di Costantinopoli (381), è riconosciuto come l’espressione autorevole delle credenze fondamentali della Chiesa Ortodossa. Per tutti i fedeli Ortodossi il Credo è il criterio della fede autentica e la base dell’educazione cristiana.
Il Cristianesimo Ortodosso in Italia – La Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia
La Santa Chiesa Ortodossa è una Chiesa da sempre esistente nella Penisola Italiana e nelle sue Isole. Costituisce una storica Chiesa tradizionale, mentre la sua opera civilizzatrice e spirituale durante i secoli è un fatto incontestabile. Di grande importanza furono le celebri diocesi e monasteri del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli - Nuova Roma in Calabria, Sicilia, Puglia e Basilicata. Il numero dei greco-ortodossi in queste diocesi è diminuito dopo la conquista normanna di tali regioni (XI-XII sec.). Tuttavia la presenza della Chiesa Ortodossa in queste regioni, senza attività ecclesiastiche e organizzazioni di grande rilievo, è testimoniata fino alla metà del XVII secolo.
Grazie alle massicce immigrazioni causate dalla graduale conquista ottomana nell’Oriente Ortodosso, il numero dei greco-ortodossi in Italia aumentò. Questi ultimi provenivano dal Peloponneso, dall’Epiro, da Cipro, da Creta, dalle isole dei mari Ionio ed Egeo e da altre località. Le regioni di Calabria, Sicilia e Basilicata sono state quelle di maggior concentrazione. Numero non indifferente di greco-ortodossi si riscontravano nelle città di Napoli, Barletta, Brindisi e Lecce. Le loro migrazioni riguardano pure il Ducato di Toscana (Livorno, Pisa), le città di Venezia, Trieste, Genova, Ancona, l’isola della Corsica, l’Istria (Pola, Fiume) e la Dalmazia (Zara). Accoglienza particolarmente favorevole fu riservata nelle città di Venezia, Napoli, Trieste, Livorno e Barletta. In questo clima positivo i greco-ortodossi contribuirono non poco allo sviluppo economico e culturale delle regioni che li ospitavano, lasciando in esse indelebili segni della loro presenza ed attività creativa. In Italia, questi ultimi, hanno portato con sé i loro cari tesori: la fede ortodossa e la tradizione greco-ortodossa. Seguendo fedelmente questi tesori spirituali essi si sono organizzati in confraternite ecclesiastiche, in comunità con proprie chiese e cappelle, edificando scuole, cimiteri ed ospedali, riconosciuti giuridicamente dalle autorità locali, le quali concedevano a tali strutture particolari privilegi. Il Patriarcato Ecumenico ha seguito da vicino i problemi e le difficoltà delle confraternite e delle comunità greco-ortodosse in Italia inviando loro sacerdoti e maestri di grande valore. Il suo profondo interessamento si evidenziò pure con la nomina di un arcivescovo-metropolita. Esso era il Metropolita di Filadelfia che aveva la sua sede episcopale a Venezia, presso lo storico Campo dei Greci. La presenza dell’arcivescovo-metropolita di Filadelfia a Venezia durò precisamente dal 1573 al 1790.
Verso la metà del XIX secolo le cose cambiarono. A contribuire a tale cambiamento furono sostanzialmente due cause: 1) la graduale assimilazione dei greco-ortodossi alla Chiesa romano-cattolica, principalmente per l’uniatismo e i matrimoni misti; 2) la loro immigrazione verso nuovi centri della diaspora greco-ortodossa nell’Europa Centrale e Orientale, nell’Egitto ecc., iniziata soprattutto dagli inizi del XIX secolo. Dopo la II Guerra Mondiale, la tendenza si inverte per cui il numero dei greco-ortodossi comincia a crescere. Essi provengono soprattutto dal Dodecaneso e dall’Epiro, ma anche dall’Africa (Etiopia, Libia, Egitto) e da altre località del territorio di tradizione greco-ortodossa. Aggiungiamo al numero di questi ultimi anche i numerosissimi studenti greci iscritti nelle Università Italiane.
Durante la fine del XX secolo sono arrivati in Italia decine di migliaia di Ortodossi dall’Europa Orientale che, in tale maniera, finirono per sommarsi al numero dei preesistenti greco-Ortodossi. Si calcola che attualmente in Italia esistono più di un milione e mezzo di Cristiani Ortodossi. Il Patriarcato Ecumenico ha provveduto con interessamento paterno e grande sensibilità a favore dei bisogni delle accresciute comunità ortodosse in Italia creando il 5 novembre 1991 la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, tenuto conto dell’esigenza di affrontare e soddisfare le necessità spirituali dei fedeli Ortodossi ivi viventi, della gioventù Ortodossa, e della particolare importanza di questo paese in cui ha sede la Chiesa Romano – Cattolica.
Il 26 agosto 1996 il vescovo Gennadios è stato eletto Arcivescovo Metropolita d'Italia, prendendo possesso dell’Eminente Arcidiocesi italiana il 27 ottobre dello stesso anno. In tutti questi anni del suo servizio come Metropolita ha fondato tante nuove parrocchie e sei nuovi monasteri, ha costruito chiese, ha restaurato chiese e monasteri, ed ha ordinato più di cinquanta nuovi chierici. Negli ultimi dodici anni, grazie a Sua Eminenza Reverendissima il Metropolita Gennadios, la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia è riuscita da una parte a servire il suo gregge presente nel territorio italiano, dall’altra ad acquistare prestigio sociale, civile ed ecclesiastico, col suo riconoscimento come Persona Giuridica agli effetti civili dallo Stato Italiano (16.7.1998), col ricevimento di chiese e monasteri dalla Chiesa Romano – Cattolica e dai Comuni, col ricevimento d’inviti a partecipare alla vita italiana. Ormai, tra il gregge della Sacra Arcidiocesi, i suoi sacerdoti e monaci, le sue comunità, parrocchie e monasteri regna la multietnicità ortodossa, come segno visibile dell'appartenenza in una sola famiglia e popolo e dell’ecumenicità dell’Ortodossia.
Organizzazione ed attività della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia
L’organizzazione e l’attività dell’Arcidiocesi è fondamentalmente volta alla cura ed alla promozione tra i propri fedeli della professione e del mantenimento della fede Cristiana Ortodossa, assicurando loro l’assistenza spirituale. Per adempiere a questa necessità di assistenza l’Arcidiocesi istituisce parrocchie, chiese, monasteri, enti filantropici ed associazioni di assistenza e beneficenza, nonché istituti per l’educazione del sacro clero e l’istruzione della gioventù ortodossa attraverso apposite strutture scolastiche.
- Attività di culto
Tra le varie attività dell’Arcidiocesi quella del culto occupa il primo posto. L’assistenza spirituale ai fedeli avviene principalmente attraverso la celebrazione della Divina Eucaristia, gli altri Sacramenti (Battesimo, Cresima, Confessione, Matrimonio, Sacerdozio, Olio Santo) e le varie Sacre Funzioni (Mattutino, Ore, Vespri, Funerali, Commemorazioni dei Defunti, Benedizioni di vari tipi ecc.). Queste celebrazioni hanno luogo nelle chiese e cappelle ortodosse e, dove questi luoghi di culto mancano, in cappelle concesse dai Comuni o messe a disposizione da parte delle Curie romano-cattoliche. Alcune delle Benedizioni vengono celebrate nelle case stesse dei fedeli (Benedizione di casa, Sacramento del Santo Olio, Confessione ed, in casi particolari, Comunione). Nell’ambito della Divina Eucaristia, come pure nel contesto delle altre celebrazioni, viene data una grande importanza alla proclamazione della parola di Dio. Strettamente collegate con il culto sono anche le feste parrocchiali di carattere religioso e culturale. Queste feste sono di solito tenute in occasione delle grandi festività dell’anno liturgico, quali Natale, Capodanno, Inizio di Quaresima, Domenica dell’Ortodossia, Annunciazione, Pasqua, Pentecoste, Ferragosto, festa patronale della chiesa parrocchiale e vengono di solito accompagnate da pranzi comunitari e manifestazioni di carattere culturale. Spesso si organizzano anche pellegrinaggi presso i centri più importanti dell’Ortodossia: a Costantinopoli, Terra Santa, Sinai, Monte Athos, Meteore; nonché escursioni di carattere culturale ed educativo in diversi luoghi d’Italia e soprattutto in quelli aventi una storica presenza greco-ortodossa. - Attività in favore delle parrocchie e dei monasteri
Nel corso dei quasi diciassette anni dalla sua fondazione, l’Arcidiocesi, oltre alle preesistenti comunità, chiese-confraternite e parrocchie (Barletta, Brindisi, Genova, Milano, Napoli, Roma, Trieste, Venezia) ha fondato anche diverse nuove parrocchie (Alatri, Alghero, Auletta, Avezzano, Bari, Bologna, Caltanissetta, Catania, Catanzaro, Chieti, Cori, Cosenza, Crotone, Fano, Ferrara, Firenze, Foggia, Gerace, Ischia, L’Aquila, Lecce, Livorno, Mesagne, Messina, Milazzo/Barcellona, Mestre, Nicastro, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Perugia, Pisa, Policoro, Quartu Sant’Elena, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, 5 chiese e parrocchie in Roma, San Marino, Schiavonea, Sezze, Siena, Siragusa, Termoli, Torino, Treviso, Udine, Urbino, Varese, Vercelli, Viadana, Vibo Valenzia), nonché sei monasteri (Lazio, Messina, Piemonte, 3 in Reggio Calabria, Treviso, Venezia). Ora è in corso la fondazione di diverse altre parrocchie e di un monastero. Tutte le nuove parrocchie vengono fondate in base ad uno statuto uniforme, già approvato dal Patriarcato Ecumenico. - Attività per la pace
Sua Eminenza il Metropolita, o i suoi rappresentanti, partecipano in diverse occasioni per la promozione della pace e della convivenza tra i popoli, tenendo conferenze e partecipando a convegni ed incontri. - Attività in favore del clero
L’Arcidiocesi convoca periodicamente il sacro clero in riunioni di carattere formativo (pastorale, amministrativo, ecc.). Uno sforzo particolare si compie nell’ambito delle vocazioni, al fine di assicurare un numero sufficiente di sacerdoti, provenienti sia dall’Italia che dall’estero. - Attività in favore delle famiglie
Nel campo familiare si compie ogni possibile sforzo per sostenere moralmente le famiglie miste, seguendole da vicino: non solo spiritualmente, ma anche provvedendo alla soluzione dei diversi problemi nati proprio dal carattere misto della maggioranza delle nostre famiglie in Italia. L’operato in tale settore si fa sempre più esigente e responsabile. - Attività in favore della gioventù
Una particolare importanza viene data anche all’educazione religiosa della gioventù nelle esistenti strutture catechetiche delle parrocchie. Inoltre, in molte parrocchie viene insegnata la lingua italiana, promuovendo così l’inserimento nella società italiana. Si compie anche uno sforzo particolare per assistere spiritualmente la numerosa comunità studentesca greco-ortodossa del paese. - Attività filantropiche
La filantropia esercitata nei confronti dei fedeli bisognosi, in particolare provenienti dai paesi dell’Europa orientale, costituisce una sempre più importante attività della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. In ogni parrocchia vi sono comitati caritativi che, oltre all’aspetto dell’assistenza materiale, prendono cura anche dei vecchi, ammalati e prigionieri. Inoltre, sacerdoti e membri dei comitati caritativi parrocchiali effettuano, a richiesta degli interessati, regolari visite presso i campi nomadi per benedire e parlare con fedeli Ortodossi. - Attività culturali
Nell’ambito culturale vi è, a livello locale, un’ampia collaborazione con associazioni ed enti di cultura interessati a conoscere la cultura e la tradizione ortodossa. Tale attività si esplica attraverso l’organizzazione di conferenze, seminari di studio, concerti di musica ecclesiastica, ecc.; la diffusione di materiale bibliografico ed audiovisivo; le visite guidate nei luoghi di culto ortodosso d’Italia; le manifestazioni artistiche riguardanti in particolar modo la musica bizantina, le immagini sacre ed i luoghi sacri dell’Ortodossia universale. - Attività per il restauro delle chiese bizantine e post-bizantine
Alla Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia la Chiesa Romano-cattolica e diversi Comuni in Italia concedono Chiese e Monasteri, i quali diventono centri di spiritualità ed oasi di preghiera e di serenità, indispensabili per i Cristiani e per ogni uomo di buona volontà. - Attività ecumeniche
L’Arcidiocesi e le sue dipendenze, in conformità alla direttive del Patriarcato Ecumenico, è particolarmente attivo nel campo ecumenico, mantenendo stretti contatti con le altre Chiese e Confessioni cristiane presenti in Italia, cosicché i suoi rapporti con la Chiesa Roamno-cattolica e la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia possono essere considerati ottimi. In particolare, l’Arcidiocesi partecipa attivamente alle varie iniziative intraprese ogni anno in occasione della “Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”. Al contempo promuove e partecipa a convegni ed incontri di carattere ecumenico, nonché a conferenze di carattere storico-religioso.
Le attività di cui sopra si compiono tutte attraverso le direttive, sotto la supervisione e con il sostegno dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, e, personalmente, di Sua Eminenza Rev.ma il Metropolita Gennadios.


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