La Coalizione

Testo Appello per l’approvazione delle Intese tra lo Stato italiano e le Confessioni religiose

Appello per l’approvazione delle Intese tra lo Stato italiano e le Confessioni religiose

La Costituzione italiana garantisce che tutte le Confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge, hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano, ed i loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di Intese con le relative rappresentanze.

Cenni di storia

La Chiesa Apostolica nasce da un risveglio; un ampio movimento religioso che, tra il 1904 e il 1905, sconvolse la terra del Galles in Gran Bretagna. Esso preparò il terreno ad un’effusione dello Spirito Santo che ebbe luogo qualche anno più tardi noto come Movimento Pentecostale nelle sue forme più diverse. Il rinnovamento spirituale produsse la conversione di migliaia di persone; in tutti gli aspetti della vita, religiosa, familiare o sociale, si registrarono dei risultati impensabili.

In breve tempo, la Chiesa Apostolica è diventata un Movimento di proporzione mondiale i cui principi di fede essenziali si adattano alla mentalità di ognuno degli oltre quaranta paesi ove è presente. Si stima che in tutto il mondo vi siano circa 8 milioni di aderenti.

In Italia la Chiesa Apostolica nasce ufficialmente nel 1927 ed al termine dell’anno 2007 contava 11.140 (membri nominali) 7.750 (Praticanti), 3.390 (simpatizzanti), 116 comunità pubbliche in Italia:, e 43 chiese in casa. La Costituzione della Chiesa Apostolica prevede l’associazione di altri gruppi, chiese e Movimenti per cui nel suo insieme, a fine anno 2007, la Chiesa Apostolica conta circa 20,000 membri, tra aderenti, simpatizzanti e membri di chiese associate.

La Struttura teologica

Una Chiesa edificata su una base sana di fede, centrata sul Cristo Vivente, è una delle Chiese cristiane che si richiamano alla Riforma oltre che alla Chiesa delle origini come descritta negli Atti degli Apostoli.

Una Chiesa che adatta le sue strutture al concetto di Corpo di Cristo in ciò che concerne l'unità e l'interdipendenza delle comunità locali.

Una Chiesa Apostolica che cerca di scoprire e di vivere la ricchezza spirituale presentata nel Nuovo Testamento come condizione di vita normale dei cristiani dei tempi apostolici. Una Chiesa Apostolica nella quale Dio chiama oggi uomini per rivestirli dei ministeri cristiani come espressi in Efesini 4:11. Queste diaconie sono fondamentali per l'edificazione, la direzione e l'unità del Corpo di Cristo.

Una Chiesa Apostolica portatrice di un messaggio che si impegna a presentare al mondo attraverso un'azione missionaria dinamica nei cinque continenti.

I rapporti con Chiese e Movimenti Religiosi.

La Chiesa Apostolica è cosciente di ciò che deve alle persone che, prima di essa, hanno combattuto per le verità del Vangelo e ai Movimenti che le hanno conservate. Così, in questi ultimi tempi, vuole condividere con essi ciò che per lei è una fonte di ricchezza: il messaggio, vissuto, del Corpo di Cristo. Desidera partecipare loro la sua fede nella potenza di Dio capace di raccogliere i credenti di esperienze più diverse, per creare quell'unità che ha caratterizzato la Chiesa delle origini.

Una verità che è cara alla Chiesa Apostolica è la straordinaria rivelazione del Corpo di Cristo; non vuole, però, dare l’impressione di essere esclusivista; condanna fermamente come settarie, tutte quelle posizioni tendenti a limitare la “Chiesa” a una denominazione. E’ per questo motivo che è aperta ad ogni forma di collaborazione con altre Opere evangeliche e al dialogo e confronto con altri Movimenti religiosi

La Chiesa Apostolica si sostiene con le libere offerte e donazioni dei suoi membri. I suoi ministri di culto esprimono un servizio vocazionale che in alcuni casi viene sostenuto con offerte dalle comunità stesse.

Attraverso il suo Movimento Missionario la Chiesa Apostolica è sensibile ai grandi bisogni dell’umanità, talvolta con iniziative proprie, talvolta in cooperazione con le altre opere apostoliche nel mondo.

La Chiesa Apostolica in Italia e lo Stato Italiano

La storia dei nostri rapporti con lo Stato italiano per avere le Intese come previsto dall’Art. 8 della Costituzione, va fatta risalire ai primi contatti con il Senatore On. Guido Gonella, nel 1977; poi la presentazione del primo testo nel dicembre 1991, rimasto senza alcun riscontro. Nel 1989 La Chiesa Apostolica ha ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica quale “Ente Patrimoniale” ai sensi della Legge 1159 del 24 giugno 1929 e el Regio Decreto n. 289 del 28 febbraio 1930.

Successivamente, nel 1997, sotto il primo governo Prodi, andammo vicino alla prima sigla, poi il Governo cadde e non se ne è più parlato fino a Gennaio 2001 quando fummo chiamati a discutere la vecchia bozza d'Intesa con la commissione interministeriale allora presieduta dal Prof. Pizzetti. In quell’occasione mettemmo a punto una nuova bozza di Intese. Quella del febbraio 2001 rimase la stesura definitiva che fu poi siglata dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio On. Gianni Letta nel giugno 2004. Quel primo approccio non ebbe un seguito.

A maggio 2006, terminata la legislatura del governo Berlusconi, il governo Prodi ha riavviato i lavori. Si è avuto un primo incontro per la sigla del testo con il nuovo Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, On. Enrico Letta il 21 febbraio 2007, il 7 marzo il testo delle Intese è stato approvato dal Consiglio dei Ministri e il 4 aprile 2007, alle 19,00, vi è stata la firma con l’allora Presidente del Consiglio On. Romano Prodi. Questa Intesa non ha mai avuto un disegno di Legge in Parlamento.

L’importanza dell’Intesa tra la Chiesa Apostolica in Italia e lo Stato Italiano

L’Intesa con lo Stato Italiano produrrà tutta una serie di benéfiche conseguenze:

  • la prima sarà di carattere identitario. Al momento dell’entrata in vigore della Legge, non sarà più applicabile verso la Chiesa Apostolica la normativa sui cosiddetti “culti ammessi” del 1929, 1930, Legge, secondo noi, non idonea a garantire la nostra identità.
  • Cambierà sicuramente il modo di essere accolti dalle istituzioni pubbliche, dai Comuni allo Stato in senso più ampio; quest’ultimo riconosce le comunità che sorgono sul territorio italiano la loro autonomia e la loro libertà di organizzarsi secondo lo Statuto della Chiesa Apostolica in Italia, di nominare i propri ministri di culto senza alcuna ingerenza.
  • I ministri di culto, in possesso di apposita certificazione potranno prestare assistenza spirituale ai membri delle comunità della Chiesa Apostolica in Italia appartenenti alle Forze Armate, ai detenuti, ai ricoverati in case di cura o di riposo. E’ anche riconosciuto ai Ministri di Culto di mantenere il segreto d’ufficio su quanto conosciuto in ragione del proprio ministero;
  • Sarà riconosciuto il diritto agli alunni delle scuole pubbliche di non avvalersi dell’insegnamento religioso senza per questo essere discriminati;
  • Gli edifici di culto non potranno essere confiscati, occupati né espropriati o demoliti senza previo consenso della Chiesa Apostolica in Italia.
  • Verranno riconosciute le lauree in teologia ed i diplomi in teologia e cultura biblica rilasciati dal Centro Studi Teologici della Chiesa Apostolica in Italia a “studenti in possesso del titolo di studio di scuola secondaria superiore”;
  • In materia fiscale verrà concessa la defiscalizzazione delle erogazioni liberali in denaro fino al tetto previsto e la destinazione dell’8‰ a interventi sociali, culturali ed umanitari anche a favore di altri Paesi esteri. La Chiesa Apostolica ha scelto di non avvalersi delle quote non attribuitegli.
  • Consentirà alla Chiesa Apostolica di essere equiparata di diritto ad una ONLUS (D.lgt 4 dicembre 1997, n. 460) riconoscendo agevolazioni fiscali ai soggetti che effettuano erogazioni liberali a favore della Chiesa stessa.

Conclusione

La Chiesa Apostolica in Italia auspica che la firma delle Intese avvenuta il 4 aprile 2007 con il Governo Prodi, non sia considerata inutile e che nella nuova legislatura esprima, semmai, il consenso anche di quelle parti politiche che oggi sono all’Opposizione; auspica, inoltre, che questo Governo possa presentare in Parlamento, entro fine anno 2008, il Disegno di Legge.

 

Elia Landi

Grosseto 16 agosto 2008

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